Galeno (129 d.C. Pergamo – 199 d.C. Roma)

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Galeno di Pergamo è stato un medico greco, i cui punti di vista hanno dominato la medicina occidentale per tredici secoli, fino al Rinascimento, quando furono sovvertiti dall’opera di Vesalio.

All’età di 16 anni il padre, ispirato da un sogno, lo avviò agli studi di medicina, che intraprese senza peraltro trascurare gli studi filosofici. Ebbe come maestri l’empirico Aischiron, l’ippocratico Stratonico, allievo di Sabino, e l’anatomista Satiro, allievo di Quinto. Divenne, per quattro anni, therapeutes (con significato diaddetto o socio) del dio Asclepio nel tempio locale. Dopo la morte di suo padre lasciò il tempio per studiare ad Alessandria (dove consolidò la propria formazione anatomica e venne in contatto con la tradizione dei commenti ippocratici). Studiò medicina per dodici anni. Quando tornò a Pergamo, lavorò come medico alla scuola dei gladiatori per quattro anni, durante i quali fece esperienza sui traumi e sul trattamento delle ferite, che lui, più tardi, descriverà come le finestre nel corpo.
Giunse a Roma all’età di 33 anni: qui scrisse e operò estesamente, dimostrando così pubblicamente la sua conoscenza dell’anatomia. Nel competitivo ambiente romano, spinto da un desiderio di affermazione che giungeva fino all’eccesso di ambizione,iniziò a sfidare i rivali in ogni campo: dal capezzale del malato, agli spettacoli anatomici di vivisezione di fronte a un pubblico di intellettuali, fino alle conferenze affollate di medici affermati. Il grande successo che ottenne fu però a doppio taglio, perché da un lato si guadagnò una favorevole reputazione come medico esperto acquisendo un’ampia clientela e la stima di personaggi importanti della cerchia imperiale; dall’altro suscitò l’invidia e l’avversione di molti colleghi rivali. Uno dei suoi pazienti era il console Flavio Boeto, che lo introdusse in tribunale, dove divenne medico di corte dell’imperatore Marco Aurelio. Successivamente curò anche Lucio Vero, Commodo e Settimio Severo.

La data della sua morte è fissata convenzionalmente intorno all’anno 200.

Nell’opera “Il miglior medico è anche filosofo”, Galeno sostiene che un buon medico deve eccellere nelle tre principali branche della filosofia: etica, logica, fisica.

L’etica è necessaria perché l’intervento medicale non deve avere il fine di produrre il massimo guadagno per chi lo realizza (magari ingannando il paziente). Spesso Galeno invitava i suoi discepoli al disprezzo del denaro.

Il medico deve essere un logico perché deve saper interpretare in maniera coerente i sintomi del paziente, inoltre la padronanza logica è fondamentale per confutare teorie senza fondamento dei colleghi.

L’importanza della conoscenza della fisica deriva dal fatto che a quel tempo le conoscenze di anatomia e fisiologia degli esseri viventi venivano percepite senza soluzione di continuità con quelle che riguardavano il cosmo e la terra. La conoscenza della fisica era dunque conoscenza della natura in senso lato. Gli oggetti che ci circondano sono costituiti da una physis; le piante aggiungono physis natura, gli animali una physis anima o psyche.

 

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