Infortunio del legamento crociato anteriore (LCA)

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Ci sono molti dettagli che devono essere presi in considerazione in maniera coesa per assicurare le migliori possibilità di successo a seguito di un infortunio del legamento crociato anteriore.

Senza dubbio avere un paziente ben preparato, motivato e istruito sul percorso terapeutico. Rivolgersi ad un chirurgo esperto nelle problematiche del LCA. Essere preso in cura da un fisioterapista preparato per recuperare dall’infortunio.

Il successo o il fallimento di una ricostruzione del LCA non è determinata semplicemente posizionando il legamento correttamente durante la procedura chirurgica. Questo è solo un passo nel corso di un lungo processo che richiede una meticolosa attenzione ai dettagli. Avere un fisioterapista istruito e motivato è altrettanto importante quanto l’esecuzione della chirurgia. Una terapia fisica corretta dopo le lesioni del LCA è di fondamentale importanza, sia prima che dopo l’intervento chirurgico.

Ecco alcuni punti chiave riguardo l’approccio dei soggetti infortunato e le scelte di riabilitazione a seguito di un infortunio del legamento crociato anteriore.

– Un grammo di prevenzione vale il suo peso in oro.. quasi letteralmente.

Vi è un corpo sempre crescente di ricerche che mostrano che i programmi di riscaldamento neuromuscolare (10-15 minuti prima dell’attività sportiva, fatta almeno una volta alla settimana) può ridurre l’incidenza di infortunio del legamento crociato anteriore fino al 88%. (Mandelbaum, Silvers, et al; 2005). Un rapido approfondimento di ricercatori come Ekstrand, Hagglund, Hewitt, Padova, Silvers, e Walden (per citarne alcuni) visualizza il vero progresso che stiamo facendo nella comprensione che possiamo ridurre in maniera significativa il numero di queste lesioni. La prima barriera da superare riguarda gli allenatori, che dovrebbero dar peso a quanto detto sopra.

– Quello che si fa prima di un eventuale intervento, può fare la differenza.

In uno studio del 2013 (Shaarani, et al) sui benefici della riabilitazione prima dell’intervento, il tempo medio per il ritorno allo sport per coloro che hanno preso parte a un programma di recupero era 34,18 settimane rispetto a 42,5 settimane di coloro i quali sono andati in sala operatoria senza eseguire una riabilitazione pre-operatoria. Inoltre, il periodo in cui viene eseguita la riabilitazione pre-operatoria è inestimabile sia per il fisioterapista sia per il paziente per costruire un rapporto positivo e preparare al meglio un percorso post-intervento.

– Non avere fretta di recuperare

Il 70% delle lesioni del LCA sono senza contatto; cioè la ragione per la quale esce fuori l’infortunio del legamento crociato anteriore è in causa maggiore per un fattore di come ci si muove e le compensazioni che si possono aver sviluppato. Queste non avvengono durante la notte; e non si risolveranno durante la notte. Solo perché ad un certo numero di mesi dall’operazione il trapianto non è più considerato “fragile” e la muscolatura è forte, non significa che si è pronti a giocare. Si deve prendere il tempo per rivedere il corpo e come ci si sposta in modo da non trovarsi di nuovo nella stessa situazione. La riabilitazione è una maratona, non uno sprint. Se la fate con il criterio e con il piano giusto, alla fine dell’intero piano terapeutico ci si sente un’atleta migliore.

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