La Ionoforesi

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Per ionoforesi (iòno-phòresis = trasporto di ioni) si intende l’introduzione di un farmaco nell’organismo attraverso l’epidermide (somministrazione per via transcutanea), utilizzando una corrente continua (corrente galvanica), prodotta da un apposito generatore. Sostanzialmente si potrebbe definire un’iniezione “senza ago”. I vantaggi della somministrazione di farmaci con questa modalità sono essenzialmente:

  • Evitare la somministrazione per via sistemica (orale, intramuscolare, endovenosa);
  • Applicare il farmaco direttamente nella sede corporea interessata dalla patologia;
  • Permettere l’introduzione del solo principio attivo, senza veicolanti (eccipienti);
  • Permettere agli ioni di legarsi a determinate proteine protoplasmatiche;
  • Iperpolarizzare le terminazioni nervose.
I farmaci più utilizzati per i trattamenti di ionoforesi sono l’Artrosilene e l’Orudis. Entrambi hanno come principio attivo il ketoprofene. Rientrano nella categoria dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e svolgono un’azione antipiretica, analgesica e di anti aggregazione piastrinica.
In fisioterapia è una delle possibili terapie che si possono effettuare su stati infiammatori articolari e della colonna. Utilizzando due spugnette imbevute d’acqua (conduttore) coprenti due elettrodi, si riversa il farmaco sulla spugnetta dell’elettrodo avente la stessa carica ionica del farmaco. In tal modo per uguaglianza di cariche, il farmaco viene respinto dalla spugnetta fissata sulla zona da trattare e penetra in profondità.
Ma è realmente efficace? 
Studi scientifici affermano la sua efficacia dal punto di vista del dolore. Infatti la corrente galvanica, raggiunta una certa intensità (che si misura in milliAmpere) produce il cosiddetto effetto TENS, che ha la capacità di andare a chiudere il cancello della via del dolore (che arriva a livello encefalico e produce il sintomo algico), conosciuto come Gate Control.
Il farmaco utilizzato nell’applicazione della ionoforesi avrebbe il suo effetto antinfiammatorio se fosse al 100% formato da ioni positivi o negativi (da applicare quindi sull’elettrodo corrispondente). Purtroppo rispetto al passato, la concentrazione di ioni presenti in una singola fiala è nettamente diminuita, andando a ridurre l’efficacia antinfiammatoria. Un altro limite è la durata del trattamento. Per assicurarci il completo passaggio della soluzione farmacologica dalla spugna al corpo, il trattamento dovrebbe durare molto più di quanto dura una terapia media di ionoforesi.
In sostanza, esistono terapie antinfiammatorie molto più efficaci della ionoforesi, in circolazione.

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1 commento

  1. scusate ma la ionoforesi fatta a casa CON APPARECCHIO MIO IONOTENS a quanti mA deve essere fatta ?
    Io già mi sono bruciato le spalle.
    saluti
    dino

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