Test clinici che diagnosticano una dislocazione anteriore del disco nell’articolazione temporo-mandibolare.

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E’ possibile validare dei test clinici da eseguire su pazienti con disordini (spesso dolorosi e di lunga durata) dell’articolazione temporo-mandibolare? Nello specifico, quando si presenta una dislocazione anteriore del disco articolare senza riduzione?
Lo studio nasce con questo scopo: l’idea di valutare la validità di alcuni test clinici (presi singolarmente o in gruppo) utilizzati per identificare lo spostamento anteriore del disco senza riduzione (ADDWOR) nell’articolazione tempo-mandibolare.

Il trattamento è stato rivolto ai pazienti con dolore temporo-mandibolare, dove era presente una limitazione funzionale nell’apertura della bocca. Trentacinque persone, di età compresa tra 18-70 anni, con 58 articolazioni sintomatiche o dolore nella zona circostante sono state incluse in questo studio.

Gli esami sono stati eseguiti da un fisioterapista con esperienza in terapia manuale. La risonanza magnetica (MRI) è stata utilizzata come campione di riferimento.

Il risultato principale è che un gruppo di 7 prove cliniche può essere utilizzato per diagnosticare un ADDWOR con una precisione del 71%. Il test del bastoncino è risultato essere il miglior test singolo con uguale sensibilità dei test dell’intero gruppo, ma con specificità inferiore.

Uno sguardo a due test principali:

– Il test del bastoncino è utile nel distinguere il dolore miogeno da quello artrogeno. Si pone uno spessore (ad esempio un’abbassalingua o un rullo di cotone) tra i molari di un lato e si invita il paziente a serrare fortemente per 8-10 sec.. In questo modo si sovraccaricano i muscoli elevatori omolaterali e l’articolazione contro laterale. La comparsa di dolore depone quindi per una sofferenza ipsilaterale della muscolatura; se il dolore è controlaterale si ha una sofferenza di qualche componente interna di quella articolazione.

– test isometrico (contro forte resistenza). Esamina la funzionalità, le algie muscolari e articolari. Impugnando la mandibola del paziente, o sostenendogli bi-manualmente il mento, lo si invita, ad un grado di apertura di circa 1 cm, a compiere movimenti di apertura, chiusura, lateralità o protrusione, contrastando fortemente questi movimenti o invitando il paziente a resistere altrettanto fortemente durante i movimenti mandibolari, cioè si induce il paziente ad usare energicamente la sua muscolatura. Il test deve durare circa 30 sec. per ogni movimento. La comparsa del dolore è indice di patologia squisitamente miogena.

Per rivelare un ADDWOR nei pazienti con un disordine dell’articolazione temporo-mandibolare, si consiglia comunque di utilizzare il gruppo di test comprendente: il test del bastoncino, il test isometrico, il test di provocazione, il test del suono, il test di deviazione, il test contro protrusione e il test dinamico di mobilità.

In conclusione, lo studio preso in esame suggerisce che questi test non richiedono attrezzature all’avanguardia, sono facili da eseguire e adatti per l’utilizzo in ambito clinico. La risonanza magnetica può essere vista più come un supplemento alle prove cliniche per poter avviare un intervento clinico su tale problematica.

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