Esercizio e trofismo del muscolo multifido in caso di lombalgia: una breve rassegna.

2496

[Obiettivo]
Lo scopo di questa revisione è stato quello di indagare i tipi di esercizi che possono migliorare il trofismo del muscolo multifido, sulla base di evidenze cliniche.

[Metodi] 
In seguito al modello PICO (Problema, Intervento, Paragone, Outcome), gli autori dello studio hanno preso in considerazione gli studi di soggetti con LBP (Low Back Pain) specifico o non specifico che utilizzavano esercizi volti ad attivare il muscolo multifido lombare e misurare la sua sezione trasversale e spessore con ecografia, tomografia computerizzata o risonanza magnetica. Nel primo studio esaminato ogni paziente è stato assegnato a caso ad uno dei tre differenti metodi di trattamento. Il gruppo 1 ha eseguito degli esercizi di stabilizzazione. Questo allenamento si è basato su una serie di attività quotidiane in varie posizioni, volte a migliorare la stabilità lombare dinamica in modo funzionale. L’attivazione muscolare del muscolo multifido ha seguito la progressione specifica degli esercizi descritti da O’Sullivan et al., che richiede circa il 30% della contrazione massima. Il gruppo 2 ha effettuato esercizi di stabilizzazione in combinazione ad un allenamento dinamico. Questo gruppo ha abbinato gli esercizi di stabilizzazione descritti per il gruppo 1 con l’allenamento di resistenza progressiva in tre esercizi standardizzati (estensione dell’anca e del ginocchio in posizione quadrupedica, l’estensione del tronco in posizione prona, sollevamento degli arti inferiori in posizione prona). Ogni esercizio del programma a resistenza progressiva è stato eseguito in modo controllato e standardizzato, alla stessa velocità e con la stessa durata. Il gruppo 3 ha svolto un allenamento di stabilizzazione combinato ad esercizi statici e dinamici. Questo gruppo differiva dal gruppo 2 solo nell’intervallo tra gli esercizi concentrici ed eccentrici, come ad esempio il mantenimento di una contrazione statica per cinque secondi eseguita tra i due movimenti. I risultati di questo studio suggeriscono che il mantenimento di posizioni statiche tra contrazioni concentriche ed eccentriche è essenziale per indurre l’ipertrofia muscolare durante 10 settimane di trattamento.Nel secondo studio di Akbari et al. è stata esaminata l’efficacia di due programmi di esercizio diversi per i muscoli del tronco nei soggetti con mal di schiena cronico. Questo studio controllato randomizzato ha confrontato un programma di controllo motorio ad un programma generale di esercizi. Lo studio ha arruolato sessantatre soggetti ed è durato otto settimane, con sedute bisettimanali di mezz’ora per entrambi i gruppi. Il gruppo 1 ha eseguito esercizi di controllo motore basati su i consigli Richardson et al. e Moseley. Si trattava di esercizi mirati ad attivare prima in modo isometrico gli stabilizzatori locali con bassi carichi in posizione supina, quadrupedica, seduta e in piedi. Poi, i soggetti sono stati invitati a mantenere queste contrazioni per 10 secondi respirando normalmente. Infine, sono stati introdotti compiti dinamici (dal più semplice al più complesso), mantenendo ancora una volta la contrazione degli stabilizzatori. Il gruppo 2 ha effettuato esercizi generali che implementavano il potenziamento muscolare addominale e paravertebrale, sulla base della proposta di McGill. Al termine dell’intervento, entrambi i gruppi hanno mostrato un aumento di forza e il programma di esercizio sul controllo motorio era significativamente migliore per quanto riguarda la riduzione del dolore e, in misura minore, per quanto riguarda l’aumento dello spessore muscolare del muscolo multifido lombare e traverso addominale.Un terzo studio è stato condotto su cinque operatori sanitari di sesso femminile affetti da LBP aspecifico e cronico). Un programma di stabilizzazione lombare è stato condotto per 10 sessioni di un’ora nell’arco di 12 settimane ed i soggetti sono stati invitati a fare esercizi a casa due volte alla settimana, per circa 30-40 minuti. Mentre non vi era alcuna evidenza di cambiamenti significativi nel trofismo del muscolo trasverso dopo l’intervento, lo spessore del muscolo multifido sul lato più ipotrofico è aumentato in quattro dei cinque soggetti. Un miglioramento statisticamente significativo del dolore e della disabilità è stato trovato stabile anche a distanza di due mesi di follow-up.

Risultati diversi sono stati ottenuti da altri studi, come quello di Willemink et al. I partecipanti hanno effettuato un allenamento isolato di resistenza progressiva degli estensori lombari effettuato su un dispositivo di addestramento per 12 settimane e continuato il programma, più specificamente, per ulteriori 12 settimane. I partecipanti sono stati istruiti a muoversi in modo relativamente lento e controllato attraverso la gamma completa di movimento lombare (in circa 2 secondi dalla flessione all’estensione, in circa 3 secondi tornando alla flessione), attivando così entrambi i muscoli del tronco globalmente e più in profondità. Al termine di questo protocollo, è stato evidente un miglioramento statisticamente significativo nella disabilità, ma non è stato accompagnato da cambiamenti nella area della sezione trasversale del muscolo multifido. Gli autori dello studio hanno concluso che il cambiamento nella morfologia muscolare non sembra essere un fattore determinante per il miglioramento dello stato funzionale nei pazienti con mal di schiena cronico, almeno nel breve termine.

[Risultati]
Questa recensione ha reso noto che la maggior parte degli studi che hanno confrontato diversi tipi di esercizi per i muscoli lombari, non hanno indagato in particolar modo sul muscolo multifido. Tuttavia, alcuni studi hanno dimostrato che l’area della sezione trasversale e lo spessore del muscolo multifido può essere aumentato attivando questo muscolo, e progredivano dal controllo motorio ad un aumento dei carichi statici e dinamici.
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here