Gli effetti sulla stabilizzazione scapolare della terapia basata sull’esercizio per il dolore, la postura, l’elasticità e la mobilità della spalla nei pazienti con sindrome da impingement scapolo-omerale.

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La sindrome da impingement scapolo-omerale (SIS) è un disturbo comune per i pazienti di tutte le età e di diversi livelli di attività. Esso è stato definito come la compressione e l’abrasione meccanica delle strutture della cuffia dei rotatori che passano sotto l’arco coraco-acromiale durante l’elevazione del braccio. Una vasta gamma di fattori è coinvolto nell’eziologia di una SIS: anomalie anatomiche dell’arco coracoacromiale o della testa omerale, ischemia da sovraccarico, sovraccarico eccentrico ripetitivo, modelli cinematici alterati causati della scarsa coordinazione tra i muscoli della cuffia dei rotatori e dei muscoli scapolare, una cattiva postura e una discinesia scapolare. Le persone che costantemente eseguono movimenti ripetitivi, generalmente relativi alle loro mansioni lavorative o all’attività sportiva, sono a rischio di SIS. Il dolore e la disfunzione del paziente con SIS si verifica quando la spalla esegue dei movimenti in elevazione, una situazione che è comune durante molte attività della vita quotidiana e sportiva. I pazienti di solito lamentano una generale perdita di forza nei muscoli del cingolo scapolare durante il lavoro. Così, i pazienti sono a rischio di perdere la propria indipendenza fisica e l’occupazione, andando incontro ad importanti implicazioni socioeconomiche.
La posizione scapolare e i suoi movimenti sul torace sono un componente fondamentale della funzione gleno-omerale fisiologica e gioca un grande ruolo nel facilitare i movimenti ottimali della spalla. In un movimento fisiologico nel quarto superiore del ROM della spalla, la scapola fornisce una base stabile da cui si verifica la mobilità gleno-omerale. La stabilità della scapola dipende sicuramente dalla muscolatura circostante. Questi muscoli devono posizionare dinamicamente la glenoide in modo tale da rendere il più efficiente possibile il movimento gleno-omerale. Durante gli spostamenti dell’articolazione gleno-omerale, soprattutto durante l’elevazione del braccio, è di grande importanza la muscolatura scapolare stabilizzante, che deve essere abbastanza forte da posizionare correttamente la scapola. I principali stabilizzatori delle scapole sono l’elevatore della scapola, i romboidi maggiore e minore, il dentato anteriore e il trapezio. Questi gruppi muscolari funzionano attraverso una sinergica co-contrazione con i muscoli della cuffia dei rotatori, per controllare il movimento scapolare. Quando è presente debolezza o disfunzione ai danni della muscolatura scapolare, un normale posizionamento scapolare e una meccanica fisiologica possono diventare alterati e si traducono in sollecitazioni anomale alle strutture capsulari, in compressione della cuffia dei rotatori e in prestazioni ridotte.

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