Diagnosi clinica della sofferenza del tendine del muscolo sottoscapolare mediante il Bear Hug test.

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INTRODUZIONE
Le lesioni dei muscoli della cuffia rotatori sono una causa importante di dolore e incapacità funzionale della spalla. Con l’aumento della speranza di vita tra la popolazione e la divulgazione dei metodi diagnostici moderni, le lesioni parziali e totali della spalla stanno diventando sempre più comuni. Le lesioni del muscolo sottoscapolare si verificano più frequentemente in associazione con lesioni della porzione lunga del bicipite e/o lesioni degli altri tendini della cuffia dei rotatori. Le lesioni del solo sottoscapolare sono infrequenti.

Sebbene il muscolo sottoscapolare è il più grande tra i muscoli della cuffia dei rotatori, con il suo tendine che copre l’intera superficie anteriore della spalla, le lesioni isolate del sottoscapolare si verificano solo con una percentuale tra il 2,1% al 10,5% dei pazienti con lesioni tendinee della spalla. A causa della bassa incidenza, è stata data poca importanza alle lesioni del sottoscapolare nella letteratura scientifica fino al 1991, quando Gerber e Krushell hanno descritto una serie di casi di lesioni isolate del sottoscapolare.

Da allora in poi, le manovre semiologiche per la diagnosi di queste lesioni hanno iniziato ad essere descritte nella letteratura di tutto il mondo. Gerber e Krushell (1991) descrivono un test chiamato lift-off e nel 1996, Gerber et al. descrivono un altro test, noto come Belly-Press. Nel 2002, Burkhart e Tehrany hanno definito il test di Napoleone. Tuttavia, nessuna di queste manovre ha mai presentato una sensibilità e una specificità soddisfacente, con conseguenti bassi valori predittivi positivi.

Nelle procedure artroscopia successive, Barth et al. hanno osservato che diverse lesioni della porzione superiore del tendine del sottoscapolare non erano state diagnosticate attraverso il Belly-press Test e dal lift-off test, dato che solo le fibre più alte sono reclutate solo in situazioni di rotazione interna della spalla, con il gomito nella posizione più anteriore. Iniziando la ricerca di una manovra con maggiore precisione che avrebbe permesso la quantificazione della lesione, Barth et al (2006) hanno descritto il Bear-Hug test. In questa manovra semiologica, il paziente viene posto in posizione eretta. La mano omolaterale alla spalla colpita è posizionata sulla spalla controlaterale con le dita tese e il gomito posizionato anteriormente al corpo. Al paziente viene chiesto di mantenere questa posizione (in rotazione interna) mentre l’esaminatore tenta di eseguire la rotazione esterna attraverso l’applicazione di una forza all’avambraccio del paziente in modo da rimuovere la mano dalla spalla. Se il paziente non è in grado di tenere la mano sulla spalla, o la resistenza è del 20% inferiore a quella del lato controlaterale, il test è considerato positivo. Una forza equivalente a quella dell’altro lato e l’assenza di dolore definiscono il test come negativo. Il risultato è considerato intermedio quando il paziente è in grado di resistere alla forza dell’esaminatore, ma dice che è stato doloroso farlo.

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