Dolore cervico-brachiale: quanto spesso è neurogeno?

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INTRODUZIONE:
Il dolore al collo associato a formicolio, intorpidimento o fastidio al braccio, nella parte superiore della schiena e nella parte superiore del petto, con o senza un mal di testa associato è considerato come sindrome da dolore cervico-brachiale (CBPS).

Questo quadro è comune tra i pazienti con prescrizione di fisioterapia per il dolore al collo e al braccio. Molto spesso in questa situazione clinica viene fatta diagnosi di radicolopatia cervicale, in presenza di deficit motori-sensitivi franchi nel relativo territorio della radice del nervo interessato (dermatomero e miomero). Tuttavia, una valutazione approfondita neuro-muscolo-scheletrica spesso indica l’assenza di deficit nel sistema nervoso periferico nei pazienti con dolore cervico-brachiale.

Le possibili ragioni di questo quadro clinico possono essere dovute al dolore riferito da fonti somatiche disfunzionali come i dischi intervertebrali cervicali, le faccette articolari vertebrali, squilibri muscolari con associati trigger o tender points e infiammazione dei tessuti nervosi. Gli operatori sanitari dovrebbero anche tenere a mente i possibili patterns non somatici che presentano un dolore simile a quello cervico-brachiale. I risultati degli interventi terapeutici possono essere migliorati identificando la fonte principale dei sintomi.


Precedenti studi avevano indagato sugli interventi terapeutici specifici per il dolore cervico-brachiale utilizzando modalità terapeutiche fisiche come l’elettroterapia, la trazione cervicale, la terapia manuale, l’allenamento della forza e del controllo motorio nella regione cervicale. Tuttavia, le categorie diagnostiche per gli interventi terapeutici sono spesso aspecifiche o scarsamente definite.

Pochi studi con criteri di inclusione specifici hanno utilizzato la mobilitazione del tessuto neurale e hanno dimostrato una migliore riduzione del dolore con migliori risultati funzionali. Questo approccio di trattamento si concentra sulla mobilizzazione passiva delle strutture dei tessuti neurali sensibilizzati meccanicamente con l’obiettivo primario di ripristinare un’appropriata dinamica neurale. I benefici ipotizzati da questa tecnica includono il miglioramento delle funzioni neurofisiologiche e neuromeccaniche del sistema nervoso periferico. Tuttavia, la selezione del paziente appropriato rimane cruciale per il successo di questo intervento.

La frequenza stimata di cervico-brachialgia neurogena tra i pazienti che hanno effettuato della fisioterapia per un dolore al collo e al braccio non è stata riportata in letteratura. Questi dati sulla frequenza delle CBPS neurogene dirigerà l’utilità delle tecniche di mobilizzazione dei tessuti neurali. Una corretta applicazione di una terapia specifica può aumentare le possibilità di recupero precoce e può ridurre i tassi di recidiva. Da qui l’obiettivo di questo studio di determinare la frequenza di CBPS neurogene in natura tra i pazienti in cerca di riabilitazione.

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