Effetti fisiologici, muscolo-scheletrici e psicologici dello stand up paddle boarding.

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SFONDO
Lo stand up paddle boarding (SUPB) è uno sport nato alle Hawaii negli anni ’50 ed è una miscela tra il surf e il paddling. Il SUPB, o più semplicemente SUP, è uno sport praticato tramite un longboard (una tavola da surf di grandi dimensioni) e una pagaia. L’obiettivo è quello di stare in piedi sulla tavola e pagaiare sulle acque piatte. Si tratta di una attività ricreativa emergente che ha attirato l’attenzione per le sue proposte di beneficio in termini di fitness, forza ed equilibrio. Aneddoticamente, si pensa che il SUP sia uno strumento utile nell’allenamento clinico, in quanto possiede molte sfaccettature di un esercizio riabilitativo ideale. Tuttavia la seguente recente revisione della letteratura ha individuato alcune prove scientifiche a sostegno di un minimo beneficio.

Lo Stand up paddle boarding è un’attività fisica in cui il partecipante mantiene una posizione in piedi su una tavola simile a una tavola da surf. Tuttavia, gli stand up paddle board sono maggiori in termini di lunghezza (8-15′, 2,44-4,57 m), più spessi (4-8 “, 10,16-20,32 cm) e più larghi (26-31”, 66,04-78,74 cm) delle tavole da surf tradizionali. Il SUP comporta il raggiungimento da parte del partecipante dell’equilibrio in stazione eretta su questa tavola, prima di utilizzare la lunga pala per la propulsione effettuando dei colpi su entrambi i lati del corpo. Pagaiando si coinvolge la biomeccanica simile alle gare di dragon boat, che presentano una meccanica di pagaiare in entrata, in guida e in uscita della pala dall’acqua. Richiede un’alternanza ritmica finalizzata a spingere l’imbarcazione attraverso l’acqua. Sono necessarie quindi delle contrazioni isometriche di tutto il tronco, dei glutei e della muscolatura degli arti inferiori per contrastare le forze rotazionali dalla fase di spinta di ogni gesto atletico.

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