L’intervento chirurgico per una instabilità di spalla, stabilizza realmente l’articolazione gleno-omerale?

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INTRODUZIONE
La dislocazione gleno-omerale colpisce circa l’1,7% della popolazione generale, rendendo l’instabilità della spalla la più frequente tra tutte le instabilità articolari. Mentre in alcuni casi la stabilizzazione chirurgica può ridurre drasticamente il rischio di lussazione recidivante, molti pazienti possono rimanere sintomatici. L’apprensione della spalla è definita come una paura di dislocazione in pazienti con una storia di instabilità gleno-omerale anteriore. Dopo una stabilizzazione a cielo aperto o artroscopica, dal 3% al 51% dei pazienti non mancherà di tenere apprensione o eviterà il movimento della spalla a causa della paura della dislocazione. Tali sintomi possono portare a ridotta attività, assenza prolungata dal lavoro e dallo sport, e una diminuzione generale della qualità della vita.

Attualmente, questa persistente apprensione postoperatoria non è stata ben studiata. In teoria, tale apprensione dopo la stabilizzazione gleno-omerale potrebbe essere correlata a sequele del sistema nervoso centrale secondarie ad un evento di lussazione traumatica, o anche ad una lesione periferica neurologica consecutivamente ad una dislocazione che colpisce la propriocezione, o ancora ad un’instabilità meccanica effettiva dell’articolazione gleno-omerale (Fig.11). L’optical motion capture è una tecnologia non invasiva che offre la capacità di misurare la traslazione gleno-omerale e può aiutare a differenziare l’apprensione sopratentoriale dalla vera instabilità meccanica.


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