Sviluppo di un protocollo non chirurgico per trattare la sindrome da conflitto femoro-acetabolare (FAI).

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INTRODUZIONE
La sindrome da conflitto femoro-acetabolare (FAI) è un disturbo clinico dei movimenti dell’anca connesso ad una triade di sintomi, segni clinici e risultati di imaging. Rappresenta un contatto prematuro sintomatico tra la porzione prossimale del femore e l’acetabolo. Tipicamente, la morfologia dell’anca sviluppa delle forme che predispongono all’urto, spesso descritte con i termini di CAM (tipo 1) e PINCER (tipo 2). L’epidemiologia della morfologia di tipo 1 e di tipo 2 non è ben definita, ma può essere presente nel 30% della popolazione generale.  Non tutti i pazienti con una morfologia simile sviluppano la sindrome, e il trattamento di coloro che presentano questa problematica è controverso. Nel corso degli ultimi 10 anni, un numero crescente di pazienti sono stati trattati per la sindrome FAI cambiando la morfologia con la chirurgia, più frequentemente tramite artroscopia. La chirurgia ha dimostrato di fornire miglioramenti nei sintomi del paziente, anche se le aspettative del paziente non sono sempre soddisfatte.

E’ stato suggerito che i medici dovrebbero essere cauti nell’utilizzo di un intervento chirurgico per la sindrome FAI e che devono essere sempre considerati gli approcci conservativi. I pazienti con sindrome FAI hanno un’alterata forza muscolare dell’anca, un ridotto range di movimento (ROM) e una biomeccanica del passo compromessa. Queste problematiche offrono spesso potenziali miglioramenti con il trattamento fisioterapico.

Data l’incertezza e la mancanza di prove riguardo il trattamento per la sindrome FAI, è stato proposto uno studio controllato randomizzato (RCT), che confrontava l’artroscopia dell’anca con la cura conservativa, per guidare la pratica futura. Nel 2012, l’Istituto Nazionale del Regno Unito di ricerca e di salute (UK NIHR) e l’Health Technology Assessment (HTA) hanno incaricato gli autori dello studio di effettuare una ricerca che confrontasse l’artroscopia dell’anca con la “migliore cura conservativa” per i pazienti con la sindrome FAI.

Quindi lo scopo di questo studio è stato quello di sviluppare un protocollo di trattamento conservativo nei pazienti con sindrome FAI, da prendere come protocollo guida quando si è di fronte a problematiche di impingement femoro-acetabolare.

ABSTRACT
La sindrome da impingement femoro-acetabolare (FAI) è sempre più riconosciuta come causa di dolore all’anca. Come parte del progetto di uno studio randomizzato controllato (RCT) di chirurgia artroscopica per la sindrome FAI, gli autori dello studio hanno sviluppato un protocollo di cure non chirurgiche e valutato la fattibilità di tale programma.

RISULTATI

Il protocollo finale, chiamato Personalised Hip Therapy (PHT), è costituito da quattro componenti principali guidati da fisioterapisti:

  • valutazione dettagliata del paziente,
  • istruzione e la consulenza,
  • aiutare il paziente cercando di dare un sollievo dal dolore
  • programma di esercizi che è individualizzato, sotto la supervisione del fisioterapista e progredito nel corso del tempo.

Il PHT viene prolungato tra le 12-26 settimane, a seguito di un ciclo di sedute, ed è completato da un programma di esercizi a casa. Nel RCT pilota, 42 pazienti sono stati reclutati e randomizzati a 21 PHT. La rassegna dei moduli di segnalazione dei casi di trattamento, completati dai fisioterapisti, ha mostrato che 13 pazienti (62%) hanno ricevuto un trattamento che aveva seguito da vicino il protocollo PHT. 13 pazienti hanno riportato un po ‘di indolenzimento muscolare a 6 settimane, ma non ci sono stati eventi avversi gravi.

CONCLUSIONE

Il PHT fornisce una strada per la cura conservativa del FAI e offre una guida per i medici e i ricercatori in una zona in continua evoluzione con limitata evidenza.

English Abstract

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