Esercizi per le donne con persistente dolore pelvico e lombalgia dopo la gravidanza.

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Introduzione
Il dolore lombo-pelvico è un disturbo comune durante e dopo la gravidanza. Una revisione sistematica ha trovato che il 44% delle donne in stato di gravidanza e il 25% delle donne che hanno appena partorito sperimentano una lombalgia o/e un dolore pelvico ( Wu et al., 2004 ). Una donna su tre in una popolazione svedese di donne che hanno appena partorito ha riportato un dolore lombo-pelvico a 3 mesi dopo il parto ( Gutke, Lundberg, Ostgaard, e Oberg 2011 ). Uno studio norvegese ha scoperto che il 16% delle donne che ha riferito un dolore pelvico durante la gravidanza, ha continuato a sentire dolore persistente a 3-6 mesi dopo il parto ( Gausel et al. 2015 ). Per alcuni ricercatori, la riduzione dell’attività fisica conseguente al dolore e la diminuzione della qualità della vita possono persistere diversi anni dopo il parto. Di conseguenza, la lombalgia e il dolore pelvico legato alla gravidanza rappresenta un vasto problema, sia per le singole donne, che per le famiglie e per la società.

La causa del dolore lombo-pelvico legato alla gravidanza è riconosciuta come multifattoriale, e legata alla stabilità dinamica del bacino ( Vleeming, Albert, Ostgaard, Sturesson & Stuge 2008 ). Durante la gravidanza, lo sbalzo ormonale induce un aumento della lassità legamentosa che porta ad una gamma leggermente più grande di movimento delle articolazioni pelviche ( Mens, Pool-Goudzwaard, e Stam 2009 ). Studi biomeccanici (Vleeming, Schuenke, Danneels, e Willard, 2014 ) hanno indicato che questo fattore diminuisce la stabilità articolare, la quale può essere compensata da una profonda attivazione e rinforzo muscolare locale. Si è dimostrato in diversi studi che il muscolo addominale più interno, il trasverso dell’addome, aumenta la rigidità articolare sacro-iliaca ( Richardson et al., 2002 ). Sulla base dei risultati di studi clinici controllati randomizzati, esercizi guidati e rivolti specificamente ad entrambi i muscoli locali e globali, sono stati raccomandati nelle linee guida europee ( Vleeming et al., 2008 ). Questi studi hanno in genere incluso una miscela di esercizi mirati ad una profonda attivazione muscolare addominale isolata, senza misurare i cambiamenti nei muscoli selezionati. Inoltre, anche se è stato raccomandata un’isolata attivazione muscolare profonda, si sa poco riguardo la relazione tra il reclutamento muscolare profondo e il sollievo dai sintomi.

Pertanto, rimangono sconosciuti quali esercizi fisici siano i più efficaci e se il trasverso addominale deve essere specificamente esercitato. Inoltre, è sempre più riconosciuta l’importanza di interventi soggettivi volti a problemi specifici di ogni paziente. Tali interventi richiedono la conoscenza dei fattori e i processi specifici che interessano la risposta individuale alla terapia.

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