Affidabilità della risonanza magnetica nei pazienti con epicondilite laterale cronica.

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INTRODUZIONE
L’epicondilite laterale cronica (nota anche come “gomito del tennista”), generalmente è causata dall’uso eccessivo dei tendini del comparto estensore dell’avambraccio (CET), che prevalentemente colpisce l’estensore radiale breve del carpo. Il termine “epicondilite” è in realtà un errore di nome, perché la condizione esattamente è caratterizzata da infiammazioni acute o croniche, suggerendo così la terminologia di “tendinopatia laterale del gomito” come termine più appropriato. Gli studi istologici hanno dimostrato la degenerazione da accumulo e l’iperplasia angiofibroblastica all’interno del tendine che porta alla rottura parziale o completa.

La diagnosi gold standard dell’epicondilite laterale è essenzialmente la storia del paziente e l’esame clinico. I pazienti lamentano un dolore laterale al gomito che è tipicamente aggravato da prese resistenti e dall’estensione del polso. All’esame fisico i pazienti dimostrano una sofferenza localizzata al CET. La risonanza magnetica (MRI) ha un’ottima risoluzione di contrasto dei tessuti molli e ha dimostrato livelli accettabili di sensibilità, specificità e accuratezza nella diagnosi dell’epicondilite laterale. Tuttavia, pochi studi hanno determinato l’inter-affidabilità e l’intra-affidabilità per l’epicondilite laterale, il rapporto tra le anomalie della RM e del CET e il sintomo clinico del paziente.

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