Effetti del campo elettromagnetico pulsato a breve durata sui condrociti coltivati: uno studio sperimentale.

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INTRODUZIONE

Il campo elettromagnetico pulsato (PEMF) è stato usato per trattare disturbi ossei e articolari da oltre 30 anni. L’uso clinico del campo elettromagnetico pulsato ha preceduto la ricerca sistematica nella sua utilità per l’osso e per la guarigione delle articolazioni. Studi successivi hanno identificato che il PEMF è in grado di produrre significativi cambiamenti cellulari nelle cellule ossee e cartilaginee mediante la proliferazione, la differenziazione, la sintesi della matrice extracellulare (ECM) e la produzione di fattori di crescita.

Una revisione sistematica basata su tre studi clinici ha valutato l’effetto della terapia con PEMF per l’osteoartrosi (OA) del ginocchio, includendo fattori quali dolore, funzione fisica, valutazione del paziente, qualità della vita e la valutazione globale del medico. Questa revisione indica che la terapia di stimolazione elettrica può essere utile nella OA del ginocchio, ma sottolinea la necessità di conferma negli studi futuri.

La perdita di Proteoglicani (PG) si verifica nella cartilagine articolare in caso di OA e la terapia con PEMF ha dimostrato di indurre la sintesi di PG in vivo e in vitro. Il PEMF ha anche dimostrato di avere un effetto positivo sulla proliferazione cellulare e sulla sintesi del DNA attraverso l’apertura di canali di calcio sensibili alla tensione. Nei modelli animali hanno dimostrato che la terapia PEMF ritarda la progressione dell’OA.

La maggior parte degli studi che utilizzano i PEMF hanno utilizzato frequenze di 6- 75 Hz e resistenze di campo di 0,4- 2,3 milli Tesla (mT). Gli autori dello studio hanno voluto indagare se la bassa frequenza (0,1-10 Hz), la bassa intensità di campo da 0,65 a 1,95 μT e l’esposizione a breve durata (60 min / giorno) di PEMF avessero effetti favorevoli sui condrociti umani coltivati ​​(sintesi di ECM, proliferazione e morfologia).

L’ulteriore necessità dello studio è stato quello di arrivare ad un protocollo minimo di esposizione al campo elettromagnetico pulsato che preveda di diminuire la preoccupazione relativa ai cambiamenti cellulari sfavorevoli e aberrazioni cromosomiche che possono invece determinare un’esposizione al campo elettromagnetico pulsato ad alta dose.

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