Influenza delle convinzioni e delle attitudini dei fisioterapisti nella pratica clinica del dolore cronico.

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INTRODUZIONE

Il dolore cronico della schiena è un disturbo complesso, con diversi fattori fisici, psicologici e sociali che contribuiscono ad un recupero più lento e ad una disabilità prolungata. Le linee guida per la pratica clinica raccomandano di valutare i fattori biopsicosociali quando si decidere la gestione del paziente, perché sono determinanti e importanti per un buon risultato. Ma anche perché un approccio biopsicosociale è superiore ad un approccio biomedico nel dolore cronico alla zona lombare. Nonostante questa approvazione da parte delle linee guida, i fisioterapisti tendono ad aderire poco a questa guida.

I fisioterapisti sono tradizionalmente all’avanguardia nella gestione del dolore cronico alla schiena. La formazione dei fisioterapisti nella gestione del dolore cronico alla zona lombo-sacrale si concentra su un approccio biomedico, dove il dolore è attribuito ad un deficit strutturale o biomeccanico e il trattamento ha l’obiettivo di affrontare questi fattori. Tuttavia, l’approccio dei fisioterapisti secondo un modello biopsicosociale nei confronti del dolore cronico alla schiena rimane limitato. I fisioterapisti, per la maggior parte, tendono ad avvicinarsi alla gestione del dolore cronico della schiena, sulla premessa di un modello biomedico di malattia, con il focus sulla cura di una patologia fisica e sull’affrontare i sintomi e le disabilità fisiche.

Le attitudini e le convinzioni relative alla salute e alla malattia da parte degli operatori sanitari possono giocare un ruolo fondamentale nell’approccio che essi assumono nel trattamento dei loro pazienti. Secondo la teoria comportamentale, il comportamento è determinato dagli atteggiamenti e dalle convinzioni che una persona ha sulle probabili conseguenze del comportamento. Le credenze sono state descritte come “un processo cognitivo che si traduce in una cognizione concreta di come pensiamo le cose”.  Gli atteggiamenti sono “uno stato cognitivo più complesso che coinvolge credenze e sentimenti, valori e predisposizioni per agire in un certo modo”. La definizione di atteggiamenti e credenze è difficile, a causa della complessità e della fluidità dei processi cognitivi che li supportano e dell’influenza dell’interazione ambientale e sociale. Ciò è rilevante nel dolore cronico della schiena, dove la presentazione individuale di un paziente e l’ambiente clinico possono influenzare gli atteggiamenti e le convinzioni personali del professionista sanitario.  Le aspettative del paziente, la percezione della passività del paziente e il desiderio di mantenere un rapporto terapeutico sono stati dimostrati come fattori nella scelta della pratica. La pratica clinica è influenzata anche dalla mancanza di tempo rilevata da un medico che deve esplorare pienamente le complessità del dolore cronico della schiena. La pratica clinica nel dolore cronico della schiena è influenzata dalla percezione del dolore del paziente, dalla condizione psicosociale del paziente e dal grado di coerenza tra i test oggettivi e i comportamenti del paziente

Gli atteggiamenti e le convinzioni dei professionisti del settore sanitario hanno dimostrato di influenzare negativamente l’adesione alle linee guida per il mal di schiena. Un professionista sanitario con un orientamento al trattamento biomedico, con le sue credenze e conoscenze, evitando la paura di un approccio differente, rischia di mostrare una scarsa adesione a queste linee guida. Altri fattori associati alla scarsa aderenza alle linee guida della lombalgia cronica comprendono: la mancanza di conoscenza; la mancanza di concordanza tra l’approccio biomedico e le linee guida; una convinzione del professionista sanitario che tra l’altro è poco addestrato e poco preparato ad adottare un approccio biopsicosociale. Le attitudini e le convinzioni di un professionista sanitario influenzano le attitudini e le convinzioni dei pazienti e i suoi esiti di salute.

Gli studi esistenti si sono concentrati in gran parte sugli atteggiamenti e le convinzioni dei medici generici o una combinazione di convinzioni di diversi professionisti sanitari.  C’è meno chiarezza circa l’influenza degli atteggiamenti e delle convinzioni dei fisioterapisti riguardanti il ​​dolore cronico della schiena nei loro approcci al trattamento del dolore cronico. Considerando che ogni professione ha differenti obiettivi di formazione, pratica e trattamento, è difficile supporre che i risultati generali possano essere applicati a tutti i gruppi.

I fisioterapisti rimangono all’avanguardia nel trattamento del dolore cronico della schiena e quindi è un imperativo avere una chiara comprensione dei loro atteggiamenti e delle loro credenze. Una comprensione di questi atteggiamenti, di queste credenze e di eventuali possibili barriere consentirà un’attuazione più efficace delle linee guida esistenti e nuovi modelli di trattamento, nonché un’educazione efficace dei fisioterapisti sul dolore cronico della schiena.

Questa revisione sistematica ha avuto come obiettivo quello di sintetizzare la letteratura esistente per determinare l’effetto delle credenze e degli atteggiamenti dei fisioterapisti sul dolore cronico della schiena contro le decisioni pratiche cliniche nella gestione delle persone affette dal dolore cronico. È stata scelta una sintesi sia degli studi quantitativi che qualitativi per fornire sia una misura di associazione che una comprensione più ricca dell’associazione con l’inclusione di studi qualitativi.

Pertanto, la domanda di ricerca di questa revisione sistematica è stata:
Qual è l’influenza che le convinzioni e le attitudini dei fisioterapisti riguardo il mal di schiena ha sulla gestione clinica delle persone affette da dolore cronico?

CONCLUSIONE

Sia gli studi quantitativi che qualitativi hanno mostrato una relazione tra orientamento al trattamento e pratica clinica. L’inclusione di studi qualitativi ha catturato l’influenza dei fattori del paziente nella pratica clinica nel mal di schiena cronico. È necessario riconoscere che entrambe le credenze e gli atteggiamenti relativi all’orientamento del trattamento dei fisioterapisti e dei fattori terapeuta/paziente devono essere presi in considerazione quando si introducono nuovi modelli nella pratica clinica, in modo da massimizzare l’adozione di nuove pratiche cliniche.

English Abstract

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