Comparazione del ROM, della forza e dei test di salto nella performance dei ballerini con o senza conflitto femoro-acetabolare (FAI).

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INTRODUZIONE
La regione dell’anca è la seconda zona più frequentemente lesionata del corpo tra i ballerini. Il tasso di lesioni per l’articolazione dell’anca nei ballerini è di circa 0,77 lesioni per 1000 ore di danza. Le ballerine con dolore nella regione dell’anca descrivono spesso i sintomi nella zona prossimale e anteriore della coscia e dell’inguine. L’impingement femoro-acetabolare (FAI) è una causa comune del dolore anteriore dell’anca nei ballerini. La FAI si verifica quando la regione femorale della testa o del collo del femore si avvicina al margine acetabolare, con conseguente potenzialmente danneggiamento che coinvolge la capsula, la sinovia e il labbro dell’articolazione dell’anca.Nella popolazione generale, il FAI è spesso associato ad un’anormale morfologia dell’anca prossimale. Anche se i ballerini sperimentano sintomi di FAI più frequentemente dei non danzatori, la morfologia dell’anca anormale non è stata trovata come una causa comune di FAI in questa popolazione. Nei ballerini, il FAI è stato attribuito all’estremizzare il range di movimenti necessari nelle posizioni delle articolazioni, all’incapacità di gestire in modo adeguato le richieste muscolari della danza, e ad un programma di allenamento rigoroso. Nonostante la prevalenza del dolore anteriore dell’anca tra i ballerini, esiste poca letteratura per stabilire dei parametri appropriati nella valutazione e nella gestione del FAI tra i ballerini.


Le procedure di screening nell’individuare i fattori di rischio associati a lesioni muscolo-scheletriche alla colonna vertebrale e agli arti inferiori dei ballerini sono state utilizzate dai medici della medicina dello sport. Questi esami muscolo-scheletrici comprendono valutazioni della gamma di movimento, dell’elasticità muscolare e della resistenza. Sebbene le procedure di screening esistenti possano aiutare ad individuare i fattori di rischio per i danni possibili, nessuna di queste procedure ha dimostrato di aiutare nella rilevazione della patologia intra-articolare dell’anca, in particolare il FAI.

Inoltre, nessuno degli screening attuali ha incluso una valutazione dinamica della capacità del ballerino di saltare e atterrare. Il salto con atterraggio è una componente importante di molte discipline di danza e viene ripetutamente eseguito durante le prestazioni e l’allenamento nel ballo. Così, uno strumento di screening ideale per i ballerini può includere alcuni test funzionali che valutano la capacità di salto e atterraggio del ballerino. Recentemente i ricercatori hanno dimostrato una buona affidabilità dei test di salto, tra cui il triplo salto mediale, il triplo salto laterale e i test di salto incrociato eseguiti dai ballerini con dolori non specifici all’anca. La distanza percorsa durante il triplo salto mediale è risultata significativamente inferiore nell’arto sintomatico di soggetti con dolore non specifico all’anca rispetto all’arto non sintomatico. Ulteriori studi sono necessari per indagare se questi test di salto possano essere delle misure utili da essere incluse nello screening per i sintomi relativi all’impingement femoro-acetabolare, nonché durante la valutazione degli atleti per determinare la prontezza di tornare alle attività di ballo.

SCOPO
Determinare come i danzatori con segni clinici di FAI eseguono i test di salto rispetto ai danzatori sani e non sintomatici può essere un passo importante verso lo sviluppo di nuove misure di screening funzionalmente specifiche per la prevenzione e la gestione dei sintomi associati al FAI nei ballerini. Lo scopo di questo studio è stato quello di determinare se i ballerini con segni clinici di FAI hanno differenze nel range di movimento dell’anca, nella forza e nelle prestazioni ai test di salto rispetto ai ballerini sani. Le ipotesi sono state che i ballerini sani dimostrerebbero una maggiore forza muscolare, una minore gamma di movimento e una performance significativamente più elevata su ciascun test di salto rispetto ai ballerini con FAI. Le informazioni ottenute da questo studio possono contribuire a definire i test e le misure per la visualizzazione del FAI e stabilire i valori di base per determinare quando un ballerino può essere pronto a tornare all’attività di ballo.
METODI
Quindici ballerini di età compresa tra i 18 e i 21 anni con segni clinici di FAI che includevano dolori anteriori e problematiche di dolore provocatorio sono stati confrontati con 13 ballerini della stessa età. Si è valutato il ROM passivo dell’articolazione dell’anca, la resistenza isometrica dell’anca e le prestazioni nel triplo salto mediale, nel triplo salto laterale e nel salto incrociato.

RISULTATI
Non sono state osservate differenze statisticamente significative nell’intervallo di movimento per la flessione (sano = 145 ° + 7 °, FAI = 147 ° + 10 °), per la rotazione interna (sano = 63 ° + 7 °, FAI = 61 ° + 11 °) e per la rotazione esterna (sano = 37 ° + 9 °; FAI = 34 ° + 12 °) tra i due gruppi. La forza di estensione dell’anca era significativamente minore nei danzatori con FAI (224 + 55 Newton) rispetto al gruppo sano (293 ± 58 Newton, F (1,26) = 10,2). Non sono state osservate differenze statisticamente significative per la flessione, per la rotazione interna, per la rotazione esterna, per l’abduzione, o nella resistenza isometrica all’adduzione. Il test del triplo salto mediale era significativamente inferiore nel gruppo FAI (354 ± 43 cm) rispetto al gruppo sano (410 ± 50 cm; F (1,26) = 10,3). Risultati simili sono stati osservati per il test del salto triplo laterale, in quanto il gruppo FAI (294 ± 38 cm) ha avuto peggiori prestazioni rispetto al gruppo di controllo sano (344 ± 54cm; F (1,26) = 7,8). Non è stata rilevata alcuna differenza statisticamente significativa tra il gruppo FAI (2,7 ± 0,92 secondi) e il gruppo sano (2,5 ± 0,75 secondi) sul test di salto incrociato.

CONCLUSIONE
I ballerini con FAI hanno meno forza degli estensori dell’anca ed hanno un’esecuzione peggiore de triplo salto mediale e del triplo salto laterale rispetto ai ballerini sani. I medici possono utilizzare queste informazioni per valutare lo screening dei danzatori con dolore riferito all’anca e per misurare il loro progresso nel ritorno alla danza.

English Abstract

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