Test clinici della spalla (parte 2)

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Nella pratica clinica, i test clinici sono tipicamente finalizzati ad individuare una specifica diagnosi patoanatomica al fine di selezionare degli interventi di trattamento adeguati. Questo approccio diagnostico si basa sulla disponibilità di test clinici con alti livelli di accuratezza per le specifiche patologie della spalla. Molti test comunemente utilizzati nella pratica clinica sono segnalati per essere diagnostici di patologie specifiche, tra cui le varie fasi della patologia dell’impingement (borsite, sofferenza parziale o a tutto spessore di uno dei tendini della cuffia dei rotatori), per le grandi rotture della cuffia dei rotatori, per le sofferenze superiori e posteriori del labbro glenoideo e per la patologia dell’articolazione acromioclavicolare. Con questo articolo si cerca di fare ordine tra i numerosi test presenti in letteratura, sperando che tutto questo possa agevolare il lavoro quotidiano del fisioterapista e la sua prima diagnosi funzionale di fronte al paziente.

STABILITÀ DI BASE

27 – Test del cavatappi di Kibler
Il fisioterapista chiede al paziente di eseguire uno squat su una gamba sola (quella opposta alla spalla affetta). Se il paziente durante questo movimento si avvita e si chiude sull’anca e sul ginocchio, il test è positivo. Una scarsa core stability può influenzare le forze di azione dei grandi muscoli che creano instabilità al cingolo scapolare.

SLAP LESIONS

28 – Test di compressione attiva (o test di O’Brien)
Il test di compressione attiva viene utilizzato per valutare eventuali lesioni del labbro glenoideo e delle articolazioni acromion-clavicolari. Paziente seduto. La spalla è posta a circa 90 gradi di flessione e a 30 gradi di adduzione orizzontale rispetto la linea mediana del corpo. La resistenza è applicata, usando una presa isometrica, in questa posizione sia verso la rotazione interna sia verso la rotazione esterna. Un test è positivo per la lesione del labbro quando il paziente riferisce un dolore durante il test con la spalla in rotazione interna e l’avambraccio in pronazione (rivolto verso il pavimento). I sintomi sono tipicamente minori quando viene eseguito il test in posizione di rotazione esterna o il dolore è localizzato all’articolazione acromion-claveare (AC).

29 – Test di scivolamento anteriore (di Kibler)
Il paziente è seduto con le mani sui fianchi e i pollici rivolti posteriormente. Il fisioterapista mette una mano a livello della spalla interessata e l’altra mano a livello del gomito. Il fisioterapista applica quindi una forza anteriore, superiormente al gomito. Il paziente deve resistere a questa forza. Il dolore sulla parte anteriore della spalla o un clic udibile rende il test positivo.

30 – Test di scivolamento posteriore
Il paziente è seduto con le mani sui fianchi e i pollici rivolti posteriormente. Il fisioterapista mette una mano a livello della spalla interessata e l’altra mano a livello del gomito. Il fisioterapista applica quindi una forza posteriore, superiormente al gomito. Il paziente deve resistere a questa forza. Il dolore sulla parte posteriore della spalla o un clic udibile rende il test positivo.

31 – Test di Ludington
Il paziente è seduto e posiziona entrambe le mani dietro la testa, con le dita intrecciate. Le spalle sono in posizione di abduzione. Il paziente contrae attivamente e rilascia la contrazione dei bicipiti brachiali. Il test è positivo se questa contrazione attiva provoca dolore nella regione deltoidea anteriore.

32 – AERS test (abduzione-extrarotazione-supinazione)
Il paziente sta in piedi. Il fisioterapista porta la spalla del paziente in extrarotazione e abduzione a 90°, in flessione di gomito a 90°. Da questa posizione chiede al paziente di portare l’avambraccio in supinazione, mentre impedisce il movimento.

33 – Apprehension test

Il paziente si trova in posizione supina. Il fisioterapista flette il gomito del paziente a 90 gradi ed abduce la sua spalla a 90 gradi, mantenendo una rotazione neutrale. Applica lentamente una forza di rotazione esterna mentre controlla attentamente il paziente. L’apprensione del paziente da questa manovra, non dal dolore, fa considerare il test positivo.

34 – Test di Feagin o test del cassetto inferiore

Il paziente sta in piedi con il braccio abdotto a 90 gradi con il gomito esteso e appoggiato sulla sommità delle spalle del fisioterapista in modo che la spalla sia completamente rilassata. Il fisioterapista si trova di fronte al lato coinvolto del paziente con il braccio che si appoggia sulla sua spalla. Le mani del fisioterapista sono intrecciate e appoggiate sul 1/3 superiore dell’omero del paziente. Da questa posizione spinge la testa dell’omero in basso e in avanti.

35 – Biceps Load Test
Il test di caricamento del bicipite prevede il posizionamento del paziente supino. Il fisioterapista posiziona la spalla a 90 gradi di abduzione e massima rotazione esterna. Alla massima rotazione esterna e con l’avambraccio in posizione supina, il paziente deve eseguire una contrazione del bicipite brachiale contro la resistenza del fisioterapista. In caso di dolore profondo all’interno della spalla durante questa contrazione si è in presenza di una lesione SLAP.

36 – Biceps Load Test II
Gli autori originali hanno ulteriormente raffinato il test precedente con la descrizione di questa manovra. La tecnica in esame è simile, anche se la spalla è posta in una posizione di 120 gradi di abduzione piuttosto che ai 90 gradi originariamente descritti.

37 – Crank Test o Grind Test di Kibler
Il fisioterapista eleva la spalla del paziente a circa 160° sul piano scapolare, con il gomito flesso a 90 gradi. A questo punto viene applicato un carico assiale mentre il braccio è ruotato internamente ed esternamente. Un click associato al dolore rende il test positivo. Questo meccanismo è simile al test di McMurray per una lesione meniscale.

38 – SLAP test di O’Driscoll
La spalla è posta in estrema abduzione e rotazione esterna. Da questa posizione il fisioterapista applica uno stress in valgo e una risposta positiva è indicata dal dolore alla spalla.

39 – Test di provocazione del dolore
Il fisioterapista pone una mano sulla scapola del paziente, mentre l’altra tiene il polso del paziente. Il braccio del paziente è abdotto ed extra rotato a 90 gradi, con gomito flesso a 90 gradi. Al paziente viene chiesto di supinare e pronare l’avambraccio. Il dolore peggiore in pronazione indica una SLAP lesion.

40 – Il test di rotazione esterna e supinazione controresistenza
Il paziente giace supino. Il suo braccio viene posizionato dal fisioterapista a 90 gradi di abduzione della spalla con rotazione neutra. Con il gomito a 60-70 gradi di flessione e rotazione neutra dell’avambraccio, il fisioterapista resiste alla supinazione attiva del paziente, mentre passivamente ruota esternamente la spalla. Il test è positivo se viene creato un disagio all’interno della spalla.

41 – Test di compressione passiva
Il paziente giace in decubito laterale con il lato interessato rivolto verso l’alto. Il fisioterapista in piedi dietro il paziente, stabilizza la spalla colpita tenendo l’articolazione Acromion-claveare con una mano e il gomito con l’altra. A questo punto ruota esternamente la spalla a 30° di abduzione e poi spinge il braccio prossimalmente mentre continua ad abdurre la spalla. Se è presente un dolore o un click doloroso nell’articolazione gleno-omerale il test è positivo. Provocando questo movimento, il capo lungo del tendine del bicipite brachiale viene posto sotto forze di trazione, avvolgendosi attorno alla piccola tuberosità e spostando il labbro superiore dal bordo superiore glenoideo. La migrazione prossimale dell’omero aggrava lo spostamento del labbro in caso di instabilità e sposta passivamente il labbro superiore.

42 – Test di distrazione passiva
Il paziente giace in posizione supina. Il fisioterapista si trova in piedi sul lato interessato del paziente e posiziona l’arto superiore sul bordo del lettino, a 150° di altezza nel piano coronale, con il gomito esteso, l’avambraccio supinato ed esegue una stabilizzazione prossimale per impedire ogni rotazione omerale. Il fisioterapista prona l’avambraccio pur mantenendo una posizione costante dell’omero. Il test è positivo se il paziente riferisce un dolore in profondità all’interno dell’articolazione gleno-omerale sia anteriormente che posteriormente.

43 – Il test di flesso – supinazione controresistenza
Il paziente si trova in posizione supina. Entrambe le braccia del paziente sono elevate sopra la sua testa con gli avambracci appoggiati sul lettino e i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Il fisioterapista si trova sullo stesso lato della spalla testata. Il fisioterapista afferra l’avambraccio appena distalmente al gomito. Il paziente viene quindi incaricato di effettuare una flessione in avanti mentre il fisioterapista gli oppone una resistenza. L’idea è quella di emulare un movimento di lancio.

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