Fattori di rischio muscolo-scheletrici in caso di lombalgia.

144

INTRODUZIONE

La lombalgia (LBP) è una condizione sempre più comune in tutto il mondo, in particolare nei paesi a basso e medio reddito, e ha un impatto negativo significativo sulla qualità della vita dei malati. L’impatto crescente del LBP a livello globale è evidenziato da una recente ricerca che indica che tale problematica è tra le prime dieci cause degli anni vissuti con disabilità. L’incidenza di LBP nel corso della vita è pari all’84%, con circa il 23% di dolore cronico, sebbene sia altamente variabile e dipenda dalla popolazione specifica studiata. Le implicazioni economiche del pensionamento anticipato e della perdita di produttività, associate al LBP, sono allarmanti con i costi per individui e governi che continuano ad aumentare.

L’eziologia del LBP è multifattoriale con LBP precedenti, frequenti piegamenti e torsioni, posture statiche prolungate, ansia, depressione e somatizzazione che sono stati tutti collegati allo sviluppo della suddetta condizione. Un certo numero di possibili fattori di rischio muscolo-scheletrici sono stati anche implicati nello sviluppo del LBP e la loro verifica potrebbe offrire un potenziale meccanismo mediante il quale il LBP può essere trattato in modo efficace. L’identificazione accurata dei fattori di rischio muscoloscheletrici può anche offrire un meccanismo attraverso il quale è possibile prevenire la comparsa di LBP e ridurre il carico socioeconomico associato della condizione.

È stato dimostrato che la disfunzione dei muscoli del complesso lombo-pelvico-anca (muscoli del core) aumenta il carico spinale e riduce la stabilità spinale con modelli di reclutamento dei muscoli del core alterati che sono un segno distintivo del LBP, in particolare nella sua forma cronica. Allo stesso modo, il corpo propone una funzione anormale degli arti inferiori per ridurre l’assorbimento della forza d’impatto e influenzare il carico spinale con una disfunzione sia distale che prossimale all’arto inferiore, suggerito per contribuire allo sviluppo di LBP. Ad esempio, l’eccessiva pronazione del piede e una tensione eccessiva degli Hamstring sono stati associati ad un aumentato rischio di sviluppare LBP. Un’eccessiva pronazione del piede può portare ad una rotazione tibiale e femorale interna che può favorire l’inclinazione pelvica anteriore. Si ritiene che la posizione alterata del bacino aumenti la tensione sui muscoli pelvici, come il piriforme, che possono causare la compressione del nervo sciatico. Inoltre, si ritiene che la posizione pelvica alterata metta a dura prova i dischi intervertebrali, aumentando il dolore. La retrazione dei muscoli del bicipite femorale può ridurre la lordosi lombare, potenzialmente diminuendo l’assorbimento della forza e aumentando la possibilità di sviluppare il LBP.

Ci sono state poche valutazioni sistematiche dei fattori di rischio muscolo-scheletrici per LBP con la maggior parte del lavoro degli articoli futuri che possano indagare altri fattori di rischio, come l’attività fisica psico-sociale nella popolazione adulta. Dei dati esistenti negli adulti, che hanno studiato in modo specifico i fattori di rischio muscolo-scheletrici, gli autori non hanno rilevato alcuna relazione tra resistenza o forza muscolare del tronco o mobilità della colonna lombare e il rischio di sviluppare il LBP. Una revisione sistematica in adolescenti e bambini ha rilevato che vi erano prove limitate a sostegno di una serie di fattori di rischio muscolo-scheletrici per lo sviluppo di LBP. È stato dimostrato che i singoli fattori di rischio sono significativi in ​​singoli studi, tuttavia, le differenze nelle definizioni di LBP e le tecniche di misurazione tra gli studi hanno impedito le meta-analisi. Inoltre, le differenze nelle popolazioni di studio e nei tempi di follow-up variabili rendono difficile trarre conclusioni definitive. Pertanto è necessaria una revisione sistematica che valuti collettivamente il contributo dei fattori di rischio muscolo-scheletrici della colonna lombo-sacrale e degli arti inferiori nello sviluppo del LBP in tutte le fasce di età, nel breve e medio periodo.

Questa revisione sistematica mira a valutare gli studi prospettici di coorte che hanno studiato i fattori di rischio muscolo-scheletrico della colonna lombo-sacrale e degli arti inferiori nello sviluppo del LBP nell’arco di 12 mesi. Gli obiettivi secondari comprendono l’identificazione del tipo e della durata del LBP che i partecipanti sviluppano. I risultati dello studio saranno valutati mediante meta-analisi, ove appropriato.

Metodi

Sono state utilizzate MEDLINE, EMBASE, AMED, CINAHL, SPORTDiscus e la biblioteca Cochrane dall’inizio alla fine di febbraio 2016. Non sono state applicate restrizioni relative all’età, al sesso o al lavoro dei partecipanti. Gli articoli dovevano essere pubblicati in inglese e avere un periodo di follow-up di 12 mesi. I fattori di rischio muscolo-scheletrici sono stati definiti come qualsiasi struttura ossea, legamentosa o muscolare misurata quantitativamente al basale. Gli studi sono stati esclusi se i partecipanti erano in stato di gravidanza, con diagnosi di cancro o avevano avuto un precedente intervento lombare. Due autori hanno esaminato e selezionato in modo indipendente articoli pertinenti. La qualità metodologica è stata valutata indipendentemente da due revisori utilizzando uno strumento generico per studi osservazionali.

Risultati

Sono stati inclusi dodici articoli che hanno valutato i fattori di rischio muscolo-scheletrici per lo sviluppo della lombalgia in 5459 partecipanti. Le meta-analisi individuali sono state condotte sulla base di fattori di rischio comuni tra gli studi. La meta-analisi ha rivelato un ridotto range di movimento della flessione laterale (OR = 0,41, IC 95% 0,24-0,73, p  = 0,002), lordosi lombare limitata (OR = 0,73, IC 95% 0,55-0,98, p  = 0,034) e limitato range di movimento dei muscoli posteriori della coscia (OR = 0.96, IC 95% 0.94-0.98, p = 0,001) che erano significativamente associati allo sviluppo della lombalgia. E’ stata condotta una meta-analisi sull’ampiezza del movimento lombare, flessibilità del quadricipite, distanza delle dita dal pavimento, flessione lombare, forza muscolare della schiena, resistenza muscolare della schiena, forza addominale, area trasversale della sezione dei muscoli erettori spinali.

Conclusione

In sintesi, gli autori dello studio hanno scoperto che una limitazione della flessione laterale e del range di movimento dei muscoli della coscia e una limitazione della lordosi lombare erano associati ad un aumentato rischio di sviluppare la lombalgia. La ricerca futura dovrebbe mirare a misurare ulteriori fattori di rischio muscolo-scheletrici degli arti inferiori, avere periodi di follow-up di 6-12 mesi, adottare una definizione standardizzata di LBP e includere solo i partecipanti che non hanno una storia di LBP.

English Abstract

Full English Version PDF

Potrebbe interessarti:

  1. L’inattività fisica è associata a dischi intervertebrali lombari ridotti in altezza, ad alto contenuto di grassi dei muscoli paravertebrali e ad episodi di lombalgia più frequenti.
  2. Chiropratica per il dolore alla schiena: un’indagine dei chiropratici australiani sull’utlizzo della radiografia.
  3. Il trattamento del mal di schiena.
  4. Ultimi articoli

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here